L’intelligenza artificiale
è già sulle scrivanie.
Le regole, non ancora.
Vale anche per chi lavora con voi.
I Principi di deontologia chiedono al notaio di fare quanto necessario perché segreto e riservatezza siano rispettati anche da dipendenti, collaboratori, praticanti e tirocinanti. Qualcuno ha già spiegato loro che cosa non si incolla in un chatbot?
Il collaboratore che fa prima.
Una bozza di lettera, un riassunto, un preventivo: l’IA aiuta davvero. Il rischio non è lo strumento, è il testo dell’atto copiato dentro quando nessuno ha fissato le regole.
L’atto resta del notaio, anche negli errori.
Un sistema di IA può inventare una norma o una clausola con la stessa sicurezza con cui scrive una cosa giusta. Riconoscere dove sbaglia fa parte del lavoro.
Il cliente va informato.
La legge 132/2025 chiede ai professionisti di comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, quali sistemi di IA usano. Che cosa scrivete oggi?
Le indicazioni di categoria sono in preparazione. Nel frattempo lo studio può già decidere che cosa si fa e che cosa no.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha approvato un quadro sull’uso dell’IA e lavora ai principi deontologici.
Fonti: Principi di deontologia professionale dei notai, art. 43 (testo in vigore dal 25 maggio 2026); legge 23 settembre 2025, n. 132, art. 13; Notartel Infonews, intervista a Carlo Munafò, 17 giugno 2026.